Wanderlust

 

Ho pensato che potevo realizzare la vita standard: lavorare, vestirsi bene, pagare la macchina, prendere un appartamento in affitto e lavorare per pagare le bollette e casomai conoscere una ragazza, quella dei sogni, sposarla, avere dei figli e lavorare per sposarsi, poi lavorare per mantenere la famiglia e i figli e dargli una buona istruzione, dei bei vestiti e lavorare per pagare le bollette, la casa, l’auto. Tutto bene fin qui e sarebbe bello poterlo raggiungere perché le gioie sono anche queste, avere una famiglia, amare tua moglie e i tuoi figli e quindi lavorare per loro.
Ma a 25 anni ho capito che avevo ancora tanto tempo da vivere per me stesso, non da egoista ma per crescere, per maturare, avevo ancora tempo per vedere il mondo e conoscere persone e culture diverse, potermi specchiare in una realtà diversa da questa.
Ho deciso che non potevo dare importanza ai vestiti, alla macchina o alla nuova tecnologia e spendere i soldi che guadagnavo per loro. Ho provato a pensare di tenere quei soldi per le mie esperienze, per costruirmi e condurre una vita semplice, libera dai condizionamenti sociali come ad esempio l’abito che indossi o dover aggiornare continuamente il mondo con foto e video.

 

Ho voluto un attimo far chiarezza nella mia vita, come se si potesse cancellare con una gomma tutte le stronzate che ci propone la società compreso gli stili di vita e capire. Ricominciare da me.
Mettendo al posto giusto le cose e soprattutto visualizzando i miei sogni, le mie gioie, i miei affetti. La mia vita. Perché in fondo abbiamo dimenticato noi stessi dietro le false sicurezze e percorrendo una strada che ci è stata mostrata da tutti come fosse l’unica.

 

 

 

 

A. G.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *